Dal 22 al 27 febbraio 2017

SELBSTBEZICHTIGUNG / AUTODIFFAMAZIONE

Übersetzung / traduzione Werner Waas
von / di Peter Handke
mit / con Lea Barletti, Werner Waas
musik / musica Harald Wissler

ORARIO SPETTACOLI

dal 22 al 27 febbraio 2017
merc – sab 19.30 / giov – ven – lun 21.00 / dom 17.00

Dauer/Durata 1h (ohne pause/senza intervallo)

(Deutsch-Italienisch mit Übertiteln / Tedesco-italiano con sovratitoli) 

“Io non sono quello che sono stato. Non sono stato come avrei dovuto essere. Non sono diventato quel che sarei dovuto diventare. Non ho mantenuto quel che avrei dovuto mantenere.”

“Selbstbezichtigung/Autodiffamazione“: il testo di Peter Handke è il gesto, autodiffamante e pubblico, attraverso cui Lea Barletti e Werner Waas si fanno attori/testimoni di una presa di coscienza, un’educazione sentimentale alla parola: un gioco che sospende, almeno per i sessanta minuti dell’esperienza comune, il confine fra spettatori e attori, accettando la comune responsabilità di una storia collettiva. Un ruolo decisivo gioca nello spettacolo (o rito?) la totale assenza di azioni narrative, l’esporsi degli attori come rappresentanti dell’umanità radunata per l’occasione, il loro lasciarsi guardare nel rapporto con il testo di Handke, che risulta in tal modo sorprendentemente e inquietantemente familiare a tutti. Quello che si manifesta attraverso il gesto dell’autodiffamazione non è tanto un “noi”, quanto un “io-tu”, un “io-tutti”: cosa importa infatti l’aver o meno compiuto “personalmente” una determinata azione, l’aver pronunciato “personalmente” una determinata frase quando c’è comunque qualcuno che lo ha fatto -mio padre? mio fratello? un amico? un conoscente? un conoscente di un conoscente?- Se non ero io, potevo però esserlo: esiste un testo di cui è fatto il mondo, alla cui responsabilità non si sfugge. Attraverso questo “semplice” gioco con un testo si manifesta con immediatezza tutto ciò che caratterizza il presente: l’isolamento, la continua violenza perpetrata sul proprio spazio interiore, il desiderio d’intimità, l’essere impacciati nell’uso della lingua, la difficoltà di un pensiero non già pensato, lo scandalo di un sentimento collettivo, il disorientamento politico, il miracolo dell’empatia che sopravive nonostante tutto.
Selbstbezichtigung/Autodiffamazione è un antidoto contro la superficialità, contro la sensazione di rumore diffuso. E’ uno spettacolo nato dal desiderio di concentrazione e di contatto reale con il pubblico, che sviluppa proprio in virtù della sua urgenza autentica e della sua fiducia nei propri mezzi, un alto grado di efficacia. Concentrazione e contatto reale necessitano di tempo, forse addirittura di lentezza nel rapporto con il mondo, il ché suona quasi scandaloso: questo è lo scandalo che abbiamo deciso di dare.

Abbiamo scelto un testo degli inizi della cultura Pop, sotto la quale oggi sta sepolta qualsiasi altra cosa, un testo che è una porta attraverso la quale si può entrare, ma anche di nuovo uscire: uno strumento per il movimento.
La scelta del bilinguismo, con l “habitus” linguistico diverso dei due attori, fatti di suoni, ritmi, tonalità e musicalità differenti, rende inoltre particolarmente visibile l’estraneità, la lingua come abito/abitudine, che ci viene fatta indossare quasi “per forza”, una lingua frutto dell’educazione, una lingua che non basta mai e che cerca, attraverso la descrizione minuziosa, attraverso parafrasi, o appunto attraverso una traduzione, di tirare fuori dal guscio l’essenza non dicibile.
Lo spettacolo mostra che cosa è la lingua, cosa può essere, producendo contemporaneamente un potenziale di pensiero non integrabile e non camuffante, ma essenziale e fecondo: qualcosa di cui il nostro presente ha bisogno.
Lea Barletti & Werner Waas