26 e 27 marzo

Come le lucciole

ErosAntEros

Progetto vincitore Bando Trasparenze 2013
Progetto vincitore Bando Genius Loci 2015
Primo Premio “Raniero Brumini” – sezione Teatro –
al Concorso d’Arte e di Cultura “Istria Nobilissima” 2016

ideazione e spazio Davide Sacco e Agata Tomsic
regia, music e light design Davide Sacco
drammaturgia e testi Agata Tomsic
con Greta Mini, Massimiliano Rassu, Davide Sacco, Agata Tomsic
costumi Laura Dondoli e Agata Tomsic
produzione ErosAntEros
con il contributo di Comune di Ravenna – Capitale Italiana della Cultura 2015
con il sostegno di Residenza IDRA – Brescia; Trasparenze – Modena; Teatro Akropolis – Genova; E, Teatro Onnivoro, Ravenna Teatro – Ravenna

ORARIO SPETTACOLI

26 e 27 marzo
ore 21.00
durata: 45 minuti

Tagli continui all’istruzione e alla cultura non possono essere accettati come parte di una politica anti-crisi, eppure ciò avviene quotidianamente. È opinione comune che l’arte non sia che un passatempo, un orpello inutile, che nel migliore dei casi viene etichettato come intellettualistico o elitario. Purtroppo si dimentica spesso il ruolo capitale che essa ha nell’emancipazione delle coscienze e nello sviluppo di un pensiero alternativo. Si dimentica che l’immaginazione è una facoltà essenziale dell’essere umano, da non confondere con il significato di fantasticheria solitamente mediato dal senso comune, ma da intendere come atto politico, indispensabile per rigenerare la società, per ogni sua evoluzione e rivoluzione.

“Sta a noi non vedere scomparire le lucciole. Ma per fare ciò dobbiamo acquisire la libertà di movimento, il ritirarsi che non sia ripiegamento su noi stessi, la facoltà di fare apparire scintille di umanità, il desiderio indistruttibile. Noi stessi – in disparte rispetto al regno e alla gloria, nella lacuna aperta tra il passato e il futuro – dobbiamo dunque trasformarci in lucciole e riformare, così, una comunità del desiderio, una comunità di bagliori, di danze malgrado tutto, di pensieri da trasmettere. Dire sì nella notte attraversata da bagliori, e non accontentarsi di descrivere il no della luce che ci rende ciechi.”

(Georges Didi-Huberman)

Lo spettacolo si nutre del pensiero e delle parole di Antonin Artaud, Julian Beck, Leo de Berardinis, Albert Camus, Georges Didi-Huberman, Tonino Guerra, David Lynch, Pier Paolo Pasolini, Luigi Pirandello, Andrej Tarkovskij.