17 e 18 giugno / dal 23 al 28 giugno 2017

Hamlet private

di ScarlattineTeatro, Gnab Collective
produzione Campsirago Residenza

script e direzione Martina Marti
consulenza artistica Michele Losi (Pleiadi Art Productions)
performer Giulietta Debernardi / Anna Fascendini
visual design e fotografia Erno Raitanen
responsabile produzione e traduzione Angelica Maran
© versione originale 2012 Martina Marti, Marion Maisano & Cécile Orblin

con il sostegno di Kone Foundation, Arts Council of Finland,
Swedish Cultural Foundation in Finland, Performance Center
Eskus, City of Helsinki Cultural Office

ORARIO SPETTACOLI

17 e 18 giugno / dal 23 al 28 giugno
dalle 18.00 alle 22.00
performance per uno spettatore ogni ora

BIGLIETTI

biglietto unico 12 euro / amici di i: 6 euro
prenotazione obbligatoria: biglietteria@teatroi.org

Le domande di Amleto sono le nostre domande.
Il suo esitare è il nostro esitare.
L’Amleto di Shakespeare e la sua incapacità di agire danno vita a Hamlet private: un Amleto confidenziale, vicino, che abbandona il contesto teatrale tradizionale e accoglie ogni singolo spettatore nell’intimità di un caffè, di una villa antica, del foyer di un teatro.
Un’esperienza privata ed esclusiva in cui lo spettatore ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi attraverso le carte Talmeh (anagramma dell’eroe shakespeariano e rivisitazione degli arcani maggiori dei tarocchi) e l’interpretazione del performer delle stesse, ispirate alle vicende di Amleto.
I tarocchi sono un pretesto per interrogare il nostro io. Guidano l’azione, gli sguardi e le parole di due performer, Giulietta Debernardi e Anna Fascendini. Ventidue carte per Giulietta, altrettante per Anna. Diverse. Personali. Ognuna rappresenta un episodio o un personaggio della storia di Amleto. Ognuna corrisponde a un momento di vita, a una situazione emozionale.
Solo alla fine verrà rivelata la storia di Amleto, che nascerà dalle carte scelte dallo spettatore durante la performance. Lo spettatore si ritrova, al tavolo di un bar, a riscoprire Amleto, uomo contemporaneo e abisso di interrogativi.

Le suggestioni degli spettatori:

«Mi sono seduto accalorato e fremente… pochi istanti e tutto si è calmato. La visione delle carte che parlavano a me, alla mia anima… incredibilmente sincere, visionarie quanto reali. Hanno raccontato una storia, la mia storia. C’ero io in quelle carte e la tragedia di Amleto si è consumata, pensando a cosa ero io, a cosa sono, a cosa sarò… » – R.R.
«Interrogarsi ancora, avere domande… non vedo più tanto bene, gli anni passano ma le immagini e i loro titoli, le parole di chi mi ha accompagnato in questo viaggio risuonano e risuoneranno limpide e chiarificatrici. Io, Amleto, mi abbandono fiducioso» – M.G.