dal 21 al 26 febbraio 2018

Heartbreak Hotel | Stanza 207

un progetto di collettivo snaporaz

con Vincenzo Giordano e Alice Spisa
chitarra live e loop Alberto Sansone
regia e suono Fulvio Vanacore
drammaturgia Matteo Salimbeni
light design Mattia De Pace
costumi Nicole Leonardi Vedova
communication development Gilda Deianira Ciao, Matteo Salimbeni e con la collaborazione di Micol Beltramini per Heartbreak Hotel_Stanza207comics
produzione Teatro i

ORARIO SPETTACOLI

dal 21 al 26 febbraio 2018
lun/gio/ven 21.00
mer/sab 19.30
dom 17.00

Heartbreak Hotel del collettivo snaporaz torna, per la seconda volta in questa stagione 2017/18. L’Hotel è il contenitore di una serie di creazioni e la cornice narrativa di vari episodi, diversi per linguaggio e contenuto. Il progetto attualmente si compone di Heartbreak Hotel primo soggiorno, l’installazione Stanza numero 13, Heartbreak Hotel room 304 e Taccuino d’appunti nº1 – la camera di Daisy e Douglas.

Al centro della narrazione di Stanza 207 una coppia in crisi. Personaggi piccoli, affini, che conosciamo bene. Che somigliano a noi e ad altri a noi vicini. Una finzione spietatamente plausibile che rende possibile un’autocritica del presente.

Veronica e Brad. Una coppia. La sera del 31 dicembre.

Mesi di progetti, fantasie, speranze su dove passare l’ultima notte dell’anno.

E invece eccoli lì. In un alberghetto tetro, affacciato su un immobile lago.

La loro storia è giunta a un binario morto, e non sembrano profilarsi soluzioni: butta male, questo è sicuro. Ma c’è qualcosa che i due non sanno… L’Heartbreak Hotel è una presenza viva. E per loro, per questa maldestra coppia di provincia, ha in serbo un progetto che va ben oltre una banale vigilia di capodanno.

Brad e Veronica stanno per intraprendere un viaggio iniziatico che li porterà negli antri più bui della loro relazione. Perché quando l’Heartbreak Hotel ti chiama, riattaccare la cornetta non è un’opzione.

Heartbreak Hotel è un progetto che aspira a scardinare dei confini, personali e di gruppo. A conoscere i propri limiti per ridisegnarli, sporcando il tratto privato con quello altrui. Un luogo in cui il dolore – quello che ti dà l’opportunità di capire un po’ di più chi sei – diventa un personaggio: una presenza viva con la quale dialogare.